Core Beliefs
Secondo il modello cognitivo ci sono tre livelli di cognizioni:
convinzioni profonde o core beliefs o schemi cognitivi
convinzioni intermedie
pensieri automatici
Convinzioni profonde (o core beliefs o schemi cognitivi) ossia strutture interpretative di base con cui la persona rappresenta se stessa e gli altri e organizza il suo pensiero. Schemi, tendenze stabili ad attribuire un certo significato agli eventi.
Questi pensieri sono, più globali, rigidi e ipergeneralizzati rispetto alle altre forme di cognizione.
Le cognizioni sono i "riflettori" che illuminano gli eventi della vita, gli occhiali attraverso i quali si osserva la realtà, solitamente sono il frutto delle esperienze personali, di determinati condizionamenti familiari e culturali nonché di caratteristiche personali.
Se le cognizioni, da un lato, sono una grande risorsa perché potenziano le capacità e possibilità di analisi della realtà, dall'altro possono rappresentare un vincolo, una gabbia, quando le lenti impiegate sono sempre le stesse e vengono utilizzate in maniera rigida ed inflessibile.
CORE BELIEFS - 3 categorie:
IMPOTENZA: sono incompetente, sono inadeguato, non posso fare niente, non riesco a cambiare, sono indifeso. sono debole, sono vulnerabile, sono intrappolato, sono un fallimento, sono un perdente.
NON AMABILITA': sono una disgrazia, non sono amato, non sono desiderabile, non sono attraente, sono non voluto, sono diverso, sono noioso, sono cattivo (e gli altri quindi non mi amano) sarò rifiutato, sarò abbandonato, sarò per sempre solo.
NON VALORE/non degnità: sono indegno, sono inaccettabile, sono un rifiuto, sono immorale, sono un peccatore, sono tossico.
Perché lavorare sulle cognizioni?
Alcune volte le cognizioni di un individuo, ovvero le convinzioni che ha su se stesso, sugli altri o sul mondo, possono essere disfunzionali, cioè possono distorcere la realtà delle cose, attivarsi in modo rigido indipendentemente dai contesti e generare pensieri automatici negativi che producono sofferenza.
In alcuni casi, infatti, il pensiero distorto e disfunzionale può portare allo sviluppo di circoli viziosi che mantengono la sofferenza nel tempo.
Come se non bastasse, le emozioni negative intense (es. elevati livelli di tristezza, vergogna, colpa o ansia), possono essere così dolorose e invalidanti da interferire con le capacità della persona di pensare chiaramente alla soluzione del problema. Possiamo considerare i disturbi emotivi, dunque, come il prodotto di circoli viziosi che mantengono i sintomi nel tempo.
Da qui la necessitá di intervenire sulle cognizioni, ovvero sui pensieri automatici negativi, sulle convinzioni e sugli schemi disfunzionali al fine di regolare le emozioni dolorose, interrompere i circoli viziosi che mantengono la sofferenza nel tempo e creare le condizioni per la soluzione del problema.
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